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Il maggiordomo che sapeva troppo: la storia di Alfredo Rodriguez e il libro nero di Epstein
Nuove immagini mostrano il maggiordomo di Epstein tentare di vendere il "Santo Graal" a un agente sotto copertura dell'FBI in una stanza d'albergo a Boca Raton. Poi il silenzio, e una morte che si aggiunge a una lunga lista.

Tra i milioni di documenti rilasciati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti il 30 gennaio 2026, c'è un video di 46 minuti che non è passato inosservato. L'ambientazione è la stanza di un hotel a Boca Raton, in Florida. La data è il 3 novembre 2009. Di fronte a un agente sotto copertura dell'FBI, un uomo di corporatura robusta e accento cubano tira fuori da una busta un quaderno rilegato di 97 pagine e lo definisce "the real McCoy", l'originale.
Quell'uomo è Alfredo Rodriguez, ex maggiordomo e house manager di Jeffrey Epstein nella villa di Palm Beach. E quel quaderno, che Rodriguez chiamava "il Santo Graal", conteneva 1.571 nomi, circa 5.000 numeri di telefono e migliaia di indirizzi: la mappa dell'intera rete di Epstein, compresi i nomi delle ragazze minorenni sfruttate per i cosiddetti "massaggi". Rodriguez voleva 50.000 dollari per quel libro. Non li avrebbe mai visti, ma in compenso quel documento avrebbe rappresentato una vera e propria svolta per l’indagine su Jeffrey Epstein.
Questo numero è scritto da Sacha ed editato da Luigi.
In questo numero di Debrief:
46 minuti in una stanza d'albergo a Boca Raton
Il video, che il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato per errore senza oscurare il volto dell'agente sotto copertura dell'FBI (costringendo poi la CNN a correggere il filmato e il DOJ a rimuoverlo dal proprio sito), è una finestra rara su quello che succedeva davvero dentro casa Epstein, raccontato da chi ci viveva e lavorava ogni giorno.
La scena si apre così: dopo circa due minuti, l'agente mostra a Rodriguez un borsone pieno di contanti. Al minuto 6:18, Rodriguez estrae il quaderno dalla busta e comincia a sfogliarlo, indicando con il dito i nomi e i numeri di telefono delle ragazze che venivano a fare i "massaggi". "You will see a lot of important people here", dice Rodriguez all'agente, aggiungendo che il libro include numeri di telefono di ragazze minorenni.

Alfredo Rodriguez nelle immagini filmate di nascosto
Ma la rivelazione più esplosiva riguarda Ghislaine Maxwell. Rodriguez afferma nel video che Maxwell gestiva un vero e proprio database di ragazze, che includeva anche immagini di nudo. "The teenagers, they had braces", dice Rodriguez nel video registrato di nascosto, le ragazzine avevano l'apparecchio ai denti. Rodriguez non fornisce prove materiali dell'esistenza di quel database, ma la sua dichiarazione, registrata dall'FBI, anticipava di oltre un decennio la condanna di Maxwell per traffico sessuale di minori, arrivata nel 2021.
Rodriguez racconta anche che il mago David Copperfield veniva a casa di Epstein per fare i suoi numeri di magia. Precisa che le ragazze non erano nude durante quelle visite, ma ipotizza che Copperfield potrebbe essere un testimone importante di ciò che accadeva nella villa. Il dettaglio non è secondario: secondo i rapporti della polizia di Palm Beach, diverse vittime avevano dichiarato di aver ricevuto biglietti per gli spettacoli di Copperfield come regali da parte di Epstein.
Al minuto 46, l'agente passa a Rodriguez il borsone con i soldi e gli dice di contarli. A quel punto il video si interrompe. Rodriguez viene arrestato subito dopo.
Il maggiordomo che puliva i giocattoli sessuali
Prima di quella stanza d'albergo, Alfredo Rodriguez era stato per anni uno dei testimoni più preziosi, e più ignorati, del caso Epstein. Lavorò come maggiordomo nella villa di Palm Beach tra il 2004 e il 2005, e durante quel periodo vide cose che avrebbero potuto cambiare il corso dell'intera indagine, se qualcuno lo avesse ascoltato in tempo.
Secondo i rapporti della polizia di Palm Beach e gli atti dell'FBI, Rodriguez dichiarò di aver visto regolarmente ragazze minorenni nude a bordo piscina. Raccontò che dopo le cosiddette sessioni di "massaggio", il suo compito era quello di pulire i giocattoli sessuali di Epstein.
Disse anche di aver visto immagini pornografiche di minori sul computer personale del suo datore di lavoro. E poi c'era un dettaglio che restituiva l'età reale di quelle ragazze meglio di qualunque documento: Rodriguez raccontò alla polizia che le visitatrici "mangiavano cereali a tonnellate e bevevano latte tutto il tempo". Sembravano, e si comportavano, esattamente come delle liceali. Perché lo erano.
In un'occasione, Rodriguez consegnò personalmente una dozzina di rose a una delle vittime di Epstein direttamente alla Royal Palm Beach High School. Nonostante fosse stato convocato dall'FBI nel 2007, Rodriguez non consegnò il libro nero agli investigatori. Cercò invece di venderlo per 50.000 dollari a un avvocato che rappresentava le vittime di Epstein.
Fu quell'avvocato a segnalarlo all'FBI, che organizzò la sting operation nella stanza d'albergo a Boca Raton. Arrestato e incriminato per ostruzione alla giustizia, Rodriguez si dichiarò colpevole nel 2011 e fu condannato a 18 mesi di carcere federale, cinque mesi in più dei 13 scontati da Epstein per aver adescato una minorenne.
Alla sentenza, il giudice federale Kenneth Marra fece un'osservazione che vale la pena rileggere oggi: se quel libro fosse stato acquisito prima, la condanna di Epstein nel 2008 "avrebbe potuto essere significativamente diversa". In altre parole, l'uomo che puliva i giocattoli sessuali di un pedofilo miliardario finì per scontare una pena più pesante del pedofilo stesso. Rodriguez disse in tribunale che il libro era la sua "polizza assicurativa": temeva che Epstein lo avrebbe fatto "scomparire".
Morto in silenzio: la fine di Rodriguez e la lista che si allunga
Alfredo Rodriguez morì il 28 dicembre 2014, a 60 anni, per mesotelioma, un tumore raro tipicamente associato all'esposizione all'amianto. Era appena uscito di prigione dopo aver scontato 13 mesi della sua condanna.
La sua vedova, Patricia Dunn, dichiarò che il marito "sapeva tutto sul Principe Andrew" e che il libro nero conteneva informazioni che avrebbero potuto chiudere definitivamente il caso. Ma quelle informazioni, almeno in parte, morirono con lui. L'ubicazione esatta dell'originale del libro nero non è mai stata accertata, anche se copie più o meno complete sono circolate negli anni, la prima pubblicata da Gawker, un famoso blog newyorkese, nel 2015.
La morte di Rodriguez, per quanto naturale, si inserisce in una lista di decessi collegati al caso Epstein che ha pochi eguali nella cronaca giudiziaria recente. Sono almeno 22 le persone nell'orbita di Epstein morte improvvisamente.
C'è ovviamente Jeffrey Epstein stesso, trovato morto suicida, impiccato nella sua cella del Metropolitan Correctional Center di Manhattan nell'agosto 2019, mentre le telecamere di sorveglianza non funzionavano e le due guardie assegnate alla sua custodia si erano addormentate. Suo fratello Mark lo ha sempre sostenuto che Epstein sia stato ucciso.
Jean-Luc Brunel, il capo dell'agenzia di modelle francese accusato di aver fornito ragazze minorenni a Epstein, trovato impiccato nella sua cella nella prigione di La Santé a Parigi nel febbraio 2022, in attesa di processo.
Steven Hoffenberg, ex socio di Epstein e fondatore della Towers Financial, è stato trovato morto nel suo appartamento nel Connecticut nell'agosto 2022, il corpo in avanzato stato di decomposizione. Hoffenberg parlava con l'FBI e aveva dichiarato pubblicamente che Epstein lavorava per il Mossad.
Mark Middleton, consigliere di Bill Clinton e l'uomo che aveva invitato Epstein (e in alcuni casi anche Maxwell) alla Casa Bianca almeno 17 volte, fu trovato impiccato a un albero con un colpo di fucile al petto in Arkansas nel maggio 2022. La polizia ha classificato il caso come suicidio.
Virginia Giuffrè, la più nota accusatrice di Epstein, colei che aveva trascinato in tribunale il Principe Andrew e aveva denunciato pubblicamente l'intera rete di trafficking, è morta suicida nell'aprile 2025 in Australia a 41 anni.
Thomas Bowers, il dirigente di Deutsche Bank responsabile della divisione wealth management a cui Epstein si rivolgeva per i suoi conti, è stato trovato impiccato nella sua casa in California nel novembre 2019.
Efrain "Stone" Reyes, l'ultimo compagno di cella di Epstein prima della sua morte, trasferito dalla cella il giorno prima del presunto suicidio del finanziere, è morto di Covid nel novembre 2020, poche settimane dopo aver parlato con gli investigatori federali.
E poi ci sono le vittime: Carolyn Andriano, morta di overdose a 36 anni nel maggio 2023, e Leigh Skye Patrick, morta di overdose a 29 anni nel 2017. Due persone che avevano indagato su Epstein sono poi morte improvvisamente: la biografa Wendy Leigh, trovata sotto il suo balcone a Londra nel 2016, e l'ex detective NYPD John Connolly, autore di un libro su Epstein, morto nel 2022.
In carcere, il maggiordomo Alfredo Rodriguez aveva detto ai suoi avvocati che tenere quel libro lo avrebbe protetto. "Epstein voleva farmi scomparire", aveva dichiarato. Il libro nero alla fine non lo ha protetto. E con la sua morte, un testimone diretto di quello che accadeva nella villa di Palm Beach, un uomo che avrebbe potuto far chiudere questo caso in un baleno, perché aveva visto le ragazze con l'apparecchio ai denti, che aveva pulito i giocattoli sessuali, che aveva annotato a mano i nomi nel libro, si è portato nella tomba tutto quello che non aveva fatto in tempo a raccontare.
Al prossimo Debrief,
Sacha e Luigi
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