Ottobre sotto copertura: l’inferno silenzioso delle case di riposo europee

Dalla Germania alla Scozia, due inchieste sotto copertura svelano la stessa realtà: un’Europa che ha trasformato la cura in un business e la vecchiaia in un problema da nascondere.

In Scozia e in Germania, a venti giorni di distanza, due inchieste sotto copertura hanno raccontato praticamente la stessa storia. Non una storia di scandali finanziari o di corruzione politica ai massimi livelli, ma di esseri umani dimenticati. Persone anziane, spesso affette da demenza o da disabilità, le cui vite sono affidate a società che gestiscono le case di riposo come delle catene di montaggio. Aziende mosse solo dal profitto, e che, per aumentarlo il più possibile, spremono gli operatori dell’assistenza con turni impossibili e grossolane carenze strutturali. Così il personale diventa complice forzato di un sistema disumano, e alla fine cede.

Le voci degli anziani che sono ricoverati in queste strutture non vengono più ascoltate perché considerate inattendibili, confuse, facilmente smentibili. E allora l’unico giornalismo in grado di ridare loro voce, è il metodo undercover. Questo mese, Last Month Undercover, la nostra rubrica che fa la rassegna mensile delle ultime inchieste sotto copertura, racconta due indagini che svelano il volto nascosto dell’Europa che invecchia: un continente che non cura più, dove chi non produce più valore viene trattato come un costo da ridurre.

Questo numero è scritto da Luigi ed editato da Sacha.

Il gigante tedesco delle RSA e la fabbrica della fragilità

Nel 2022 un’inchiesta del Team Wallraff, il programma investigativo sotto copertura della tv tedesca Rtl, aveva già fatto tremare la più grande catena privata di case di riposo tedesche, Alloheim Senioren-Residenzen. L’inchiesta, intitolata “Jetzt erst recht! – Undercover bei Alloheim” (“Adesso più che mai! – Sotto copertura da Alloheim.”) aveva mostrato immagini inequivocabili: anziani abbandonati per ore nei propri escrementi, personale ridotto allo stremo, farmaci somministrati senza controllo, e dirigenti che tagliavano i costi risparmiando persino su pannoloni e detergenti. Alloheim, controllata dal fondo svedese Nordic Capital, e che gestisce circa 28.000 posti letto con 24.000 dipendenti, aveva reagito negando ogni accusa e parlando di “casi isolati”, ma da allora poco o nulla è cambiato.

Tre anni dopo, infatti, nell’ottobre 2025, Team Wallraff torna a indagare la stessa azienda. L’inchiesta, pubblicata il 16 ottobre, si intitola “Das miese Geschäft mit der Pflege” – Il meschino affare della cura – e parte da decine di nuove segnalazioni provenienti da strutture in tutta la Germania. Questa volta la squadra si infiltra nella residenza Alloheim di Neuss, nel Nord Reno-Westfalia, una delle sedi più grandi del gruppo. Due figure guidano l’indagine: Emily, una reporter senza formazione sanitaria che viene assunta come assistente alla cura, e lo stesso Günter Wallraff, il leggendario giornalista investigativo che da mezzo secolo si finge uno degli ultimi della società, operaio, migrante o senzatetto, per raccontare ciò che gli altri non vedono.

Il leggendario Günter Wallraff torna sotto copertura | RTL

Emily entra come aiuto infermiera e scopre una routine brutale: una sola operatrice per ventidue anziani, dodici minuti a testa per lavarli, vestirli, dar loro da mangiare. Mancano bagnoschiuma, sapone, persino i guanti. In una scena agghiacciante, un’operatrice usa il sapone per le mani per pulire le parti intime di un paziente, perché non c’è altro a disposizione. Wallraff, invece, entra nella struttura come finto paziente, per verificare dall’interno le condizioni di vita dei residenti: il cibo scadente, l’assenza di personale, l’abbandono totale. 

Parallelamente, un’informatrice interna alla società consegna al team un plico di documenti riservati che rivelerebbe un meccanismo sistematico di frode e sotto-organico. In oltre 130 strutture Alloheim risulterebbero “in servizio” operatori che in realtà non esistono: circa 430 infermieri fantasma al mese, conteggiati ai fini del rimborso dagli enti assicurativi. Se confermata, questa pratica configurerebbe una frode su larga scala ai danni del sistema sanitario e dei pazienti, molti dei quali pagano rette elevate (circa 5000€ al mese per un anziano di grado assistenziale 4).

Una scena dall’inchiesta del Team Wallraff | RTL

I risultati dell’inchiesta mostrano che poco o nulla è cambiato rispetto alle precedenti rivelazioni: i reporter hanno documentato anziani gravemente trascurati, spesso lasciati per ore nei propri escrementi e con piaghe da decubito, personale sopraffatto e insufficiente rispetto al numero di degenti, e addirittura casi di personale non qualificato che somministrava farmaci pur non avendone l’autorizzazione

L’inchiesta integrale la si può guardare qui.

“Comfortable asleep”: quando la cura diventa menzogna

A Inverness, nel nord della Scozia, c’è una casa di riposo che si presenta come un piccolo paradiso di lusso, “con champagne e alta cucina” per anziani facoltosi. Camere spaziose, pulite, arredate come stanze d’albergo, brochure che parlano di comfort e cura su misura. La retta della struttura — in alcuni casi oltre 7.000 sterline al mese — promette un’attenzione personalizzata, ma dietro la facciata patinata di Castlehill Care Home, si nasconde un incubo. Molti familiari raccontano di aver trovato i propri genitori in condizioni degradanti: letti sporchi di urina e feci, pasti rimasti intatti accanto ai comodini, e anziani lasciati soli per ore. 

Lo stato di incuria in cui sono lasciati gli anziani ospiti di Castlehill | BBC

Tra loro c’è Su Christie, la figlia di un uomo di 81 anni affetto da demenza. Quando il padre le racconta di essere stato picchiato e umiliato, Su decide di nascondere una telecamera nella sua stanza, accanto al suo letto. Quello che registra conferma i sospetti e li supera. Il padre viene lasciato per ore sporco, con addosso il porridge che aveva cercato di mangiare da solo. Un’infermiera entra nella stanza e beve il suo succo di frutta direttamente dalla caraffa. Gli operatori lo minacciano di “farlo picchiare” da un uomo — che poi arriva davvero: un addetto alle pulizie, non un infermiere, che entra nella stanza per immobilizzarlo con la forza, scuote il letto, lo spaventa. Quando Su denuncia tutto alla direzione, la risposta è surreale: invece di ammettere la cattiva condotta davanti alle prove schiaccianti delle immagini, la casa di riposo bandisce il padre da tutte le strutture del gruppo. Eppure, sull’app interna della casa di riposo, usata per comunicare le condizioni dei pazienti ai familiari, il profilo dell’uomo resta ancora attivo, accanto alla dicitura: “Comfortable asleep”. 

È da questo momento che la giornalista della BBC Catriona MacPhee decide di infiltrarsi, e per sette settimane documenta una realtà agghiacciante di negligenza sistemica e maltrattamenti: pazienti lasciati con pannoloni sporchi indosso per ore, feci trovate su sedie nelle sale comuni, anziani non lavati per giorni e personale che si rivolge in modo offensivo ai malati di demenza. Tra le ospiti della struttura, riprese sotto copertura da MacPhee, c’è anche Rachel, un’ex infermiera che per una vita ha curato gli altri, ma ora che è lei ad aver bisogno di assistenza, viene ignorata, trattata come un peso. La struttura, che ospita fino a 88 persone, è risultata gravemente sotto-organico e organizzata in modo disfunzionale, incapace di garantire cure basilari in sicurezza

La giornalista della BBC Catriona MacPhee sotto copertura a Castlehill | BBC

Castlehill aveva già un passato problematico: nessun’altra casa di riposo in Scozia aveva collezionato così tante denunce confermate dal regolatore nell’anno precedente. L’azienda proprietaria (Simply Inverness Ltd, parte del gruppo privato Morar Living) promuoveva la struttura come fiore all’occhiello, mentre l’indagine ha svelato le condizioni “pericolosamente inadeguate” in cui erano tenuti decine di pazienti. 

Questa inchiesta, pubblicata lo scorso 22 settembre nel programma di inchiesta Disclosure di BBC One, non è la prima realizzata dalla BBC a portare alla luce abusi nelle strutture assistenziali. Già nel 2011 un celebre reportage di Panorama scoperchiò violenze inaudite in una clinica per disabili mentali (Winterbourne View), mostrando pazienti picchiati, insultati e persino congelati sotto la doccia, immagini così scioccanti da spingere le autorità a disporre ispezioni d’emergenza in 150 strutture simili in tutto il paese, e portare all’arresto immediato di quattro operatori ripresi mentre abusavano degli ospiti.

L’inchiesta integrale la si può guardare qui.

Le istituzioni reagiscono, ma i pazienti restano soli

L’inchiesta di Team Wallraff su Alloheim ha suscitato una vasta eco in Germania, riaccendendo l’attenzione nazionale sulle criticità del settore delle RSA private. Alloheim, chiamata direttamente in causa, ha reagito inizialmente con delle ferme smentite: in un lungo comunicato l’azienda ha respinto come “ingiustificate e false” le accuse mosse da RTL e Stern, parlando di un “ritratto distorto” che offuscherebbe ingiustamente l’impegno dei suoi 20.000 dipendenti. Ha negato l’esistenza di carenze sistematiche, sostenendo che “non si risparmia su materiali come gli ausili per incontinenza” e che qualsiasi episodio isolato di errore viene affrontato con provvedimenti immediati

Wallraff entra nella residenza Alloheim | RTL

Le autorità di vigilanza locali e regionali si sono mosse per verificare e intervenire. Nel caso specifico della residenza Alloheim di Neuss (Renania), la competente WTG-Behörde del circondario ha reso noto di aver già condotto cinque ispezioni straordinarie nel 2025 presso quella struttura, riscontrando più volte in passato carenze analoghe a quelle denunciate dalla trasmissione. All’indomani dell’inchiesta televisiva, le autorità hanno ulteriormente ribadito alla direzione della struttura di rispettare il rapporto operatori/ospiti previsto per garantire assistenza dignitosa, col monito che la vigilanza continuerà con frequenza intensiva e tolleranza zero verso nuovi abusi

Sul versante legale, il materiale raccolto da Team Wallraff è stato consegnato alla procura competente per la sede centrale di Alloheim. La magistratura ha avviato una verifica preliminare sulle accuse di falso in bilancio dei rimborsi, ma, nonostante le prove fornite, ha dichiarato di non ravvisare al momento sufficienti elementi per procedere formalmente contro Alloheim. Resta il fatto che questa è già la seconda inchiesta giornalistica che colpisce il gruppo in pochi anni senza aver portato finora a un cambio di rotta evidente.

Anche l’inchiesta di Disclosure Care Home Undercover ha provocato un forte impatto nell’opinione pubblica e nei media britannici. The Guardian ha elogiato il documentario definendolo “brillante” e “da far ribollire il sangue”, in quanto smaschera una realtà di abusi scioccanti nascosta dietro la facciata di una struttura prestigiosa. Subito dopo la messa in onda, esponenti del settore hanno definito il sistema di assistenza scozzese come “broken”, ovvero al collasso, sottolineando che le carenze emerse a Castlehill riflettono problemi diffusi a livello nazionale. Sul piano istituzionale, la reazione è stata energica: il Care Inspectorate scozzese (l’ente di vigilanza), che aveva già posto Castlehill sotto “improvement notice” (diffida a migliorare) mesi prima, ha emesso un nuovo severo ultimatum agli operatori della struttura. 

Castlehill vista dall’esterno | BBC

Nel comunicato dell’8 ottobre 2025 l’ispettorato avverte che la casa di riposo rischia la cancellazione della licenza “qualora non vi siano miglioramenti significativi nel servizio”. Si tratta addirittura del settimo avviso formale in 12 mesi indirizzato a Castlehill. La società proprietaria ha reagito pubblicamente assicurando di aver già identificato internamente le criticità segnalate e di aver intrapreso correttivi, investendo anche oltre un milione di sterline per ristrutturare la struttura

In Germania e in Scozia, così come in tantissimi altri paesi europei, gli anziani sono rimasti soli. Finché a difendere chi non può più parlare saranno i giornalisti sotto copertura, significa che la società che loro hanno contribuito a costruire li ha già traditi. Ma il vero scandalo è che ormai non serve più una telecamera nascosta per accorgersene. E in un continente che nel prossimo futuro non sarà più soltanto il vecchio continente, ma anche uno dei più anziani del mondo a causa del suo crollo demografico, questo abbandono è destinato a diventare una delle sue più grandi crisi.

Al prossimo Debrief,

Luigi e Sacha

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