L’omicidio irrisolto del caso Epstein e l’ombra della mafia italoamericana

Il giorno prima di testimoniare davanti a un grand jury, l’avvocato di Leslie Wexner fu assassinato nel parcheggio di un cimitero di Columbus. Il caso non è mai stato risolto. Quarant'anni dopo, il suo nome è riapparso nei file dell'FBI su Epstein.

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Il 6 marzo 1985, nel parcheggio di un cimitero di Columbus, Ohio, un uomo di 43 anni di nome Arthur Shapiro fu raggiunto da un individuo vestito interamente di nero, con un cappello a tesa larga e una vistosa zoppia. Shapiro era seduto nella sua BMW rossa. Quando capì cosa stava succedendo, uscì dall'auto e corse verso la porta di un condominio vicino, dove bussò disperatamente. Non fece in tempo a entrare. L'uomo lo raggiunse e gli sparò due volte alla testa a distanza ravvicinata. Poi salì sulla BMW di Shapiro e scomparve. Il giorno dopo, Arthur Shapiro avrebbe dovuto testimoniare davanti a un grand jury federale. Non ci arrivò mai.

Questa storia che sembra uscita da un film sulla mafia è la storia dell’avvocato che gestiva i conti di Leslie Wexner, il miliardario patron di Victoria's Secret e la grande eminenza finanziaria dietro Jeffrey Epstein. E questo caso, in cui è coinvolta anche la mafia italoamericana, è riemerso dopo quarant'anni grazie agli Epstein Files. Capire cosa c’è dietro la sua morte potrebbe finalmente accendere i riflettori sugli affari del finanziatore di Epstein su cui si sa molto poco.

Questo numero è scritto da Sacha ed editato da Luigi.

Due colpi alla testa nel parcheggio del cimitero

Arthur Shapiro era un avvocato dello studio Schwartz, Shapiro, Kelm & Warren di Columbus, Ohio. Non era un personaggio pubblico, non faceva vita mondana e non aveva nemici noti. Ma aveva un problema molto serio: l'Internal Revenue Service, l'agenzia governativa deputata alla riscossione dei tributi, lo stava indagando per non aver dichiarato i redditi per sette anni e per una serie di investimenti sospetti in paradisi fiscali. Il grand jury federale lo aveva convocato per il 7 marzo 1985 per rispondere a queste accuse e, soprattutto, per rivelare chi lo avesse aiutato a nascondere quel denaro e a chi quel denaro appartenesse.

La mattina del 6 marzo, Shapiro si recò nei pressi del cimitero per incontrare una persona. Fu l'ultimo luogo in cui fu visto vivo. I testimoni, residenti del condominio vicino, raccontarono alla polizia la scena che abbiamo già descritto, cioè  dell’uomo claudicante  che inseguiva Shapiro, che a sua volta correva verso l'ingresso del palazzo prima di ammazzarlo a sangue freddo. 

Il caso venne affidato alla polizia di Columbus. Il sospettato principale rimase per anni Berry Kessler, un socio in affari di Shapiro non direttamente collegato a Wexner. Kessler aveva un passato inquietante: era già stato collegato all'eliminazione di propri soci d'affari tramite sicari della mafia ed era stato in seguito condannato per un diverso omicidio su commissione. Secondo i testimoni, il giorno dopo l'assassinio di Shapiro, Kessler fu visto consegnare una grossa somma di denaro a un individuo che corrispondeva alla descrizione dell'assassino: un uomo con una zoppia evidente. Kessler morì in prigione nel 2005, senza ammettere nulla. E il caso non fu mai risolto.

Ma la storia non finisce con Kessler. Perché sei anni dopo l'omicidio, un analista dell'Organized Crime Bureau si prese la briga di mettere insieme i pezzi, e quello che trovò andava molto oltre un regolamento di conti tra soci. Il rapporto che ne uscì era così esplosivo che il capo della polizia ordinò di distruggerlo.

Infatti Shapiro non era un avvocato qualunque. Il suo studio legale gestiva personalmente il conto di The Limited, la holding di Leslie Wexner, all'epoca già uno degli uomini più ricchi dell'Ohio e in rapida ascesa verso la lista dei miliardari dei sei miliardari più ricchi degli USA. The Limited controllava catene di abbigliamento come Victoria's Secret e divenne presto un impero commerciale con un fatturato miliardario e una struttura societaria complessa.

Shapiro era l'uomo che conosceva i numeri. Il memorandum della polizia annotava che "prima della sua morte, Arthur Shapiro gestiva questo conto per lo studio legale" e che era in contatto diretto con Robert Morosky, il vicepresidente di The Limited, il "numero due" di Wexner. Lo stesso Morosky, nel giugno 1987, avrebbe lasciato improvvisamente e in circostanze mai chiarite il suo incarico alla Limited, "tra voci di attrito con Les Wexner."

Le indagini del fisco su di lui non riguardavano solo la sua situazione personale, il grand jury voleva capire se gli illeciti fiscali di Shapiro fossero parte di un sistema più ampio, e chi ne beneficiasse. In altre parole, Shapiro stava per essere messo sotto giuramento e costretto a parlare dei flussi finanziari che gestiva per conto di altri, anche dei suoi clienti come Leslie Wexner. Ma ventiquattr'ore prima che potesse farlo, qualcuno lo fece ammazzare.

La mafia e il rapporto scomparso

Nel giugno del 1991, l'analista civile dell'Organized Crime Bureau della polizia di Columbus, un uomo di nome Leupp, completò un memorandum interno intitolato "Shapiro Homicide Investigation: Analysis and Hypothesis". Il rapporto era stato commissionato in origine "a causa delle forti somiglianze tra questo omicidio e un 'hit' della Mafia (L.C.N.)", dove L.C.N. sta per La Cosa Nostra.

L'analisi non si limitava alla dinamica dell'esecuzione. Leupp mappò una rete di "insolite relazioni interattive" tra diverse organizzazioni: The Limited, la Walsh Trucking Company, lo studio legale Schwartz, Kelm, Warren & Rubenstein (erede dello studio di Shapiro), la Omni Oil Company, la Edward DeBartolo Company di Youngstown e lo sviluppatore immobiliare John W. Kessler. Al centro di questa ragnatela c'era Leslie Wexner.

I due nomi più pesanti nel rapporto erano quelli di Francis J. "Frank" Walsh e Edward DeBartolo Sr., due figure i cui legami con la criminalità organizzata erano documentati da commissioni antimafia statali e dalla task force federale.

Walsh era il proprietario della Walsh Trucking Company del New Jersey, la compagnia di trasporti che gestiva la logistica principale per The Limited a Columbus. Nel 1984, Walsh era sotto indagine della New York Organized Crime Task Force per i suoi legami con la famiglia Genovese, all'epoca la seconda famiglia mafiosa più potente d'America dopo i Gambino. I legami tra Walsh e la mafia sarebbero emersi anche in seguito. Nel 2003, il sindacato dei Teamsters presentò accuse formali interne contro un membro del proprio direttivo, Donato DeSanti, per aver aiutato Walsh (già condannato per racket sindacale e con legami accertati con il crimine organizzato) a manipolare funzionari del sindacato locale. In sostanza, l'uomo che trasportava la merce di Victoria's Secret era collegato a Cosa Nostra e continuava a lavorare per The Limited anche nel 1990, cinque anni dopo l'omicidio di Shapiro.

DeBartolo Sr., il magnate immobiliare di Youngstown, fu il socio di Wexner in due tentativi di acquisizione ostile nel 1984 e nel 1986 per la catena Carter-Hawley-Hale (proprietaria di Neiman Marcus e Bergdorf Goodman). DeBartolo era stato ripetutamente indagato dalle autorità federali per i suoi legami con il crimine organizzato, in particolare con la famiglia Genovese-LaRocca di Pittsburgh, una diramazione della famiglia Genovese il cui territorio si estendeva dal West Virginia fino all'Ohio orientale. La famiglia LaRocca, secondo la Pennsylvania Crime Commission, era radicata in attività edilizie, di trasporto, ristorazione e distributori automatici, esattamente i settori in cui si intrecciavano gli affari di Wexner e dei suoi associati.

La conclusione dell'analista Leupp era: "Dai fatti presentati, risulta che Les Wexner aveva stabilito contatti con associati reputati essere figure della criminalità organizzata, uno dei quali era un importante partner d'investimento e un altro utilizzava la sede di The Limited come indirizzo postale." Leupp aggiungeva che "si può ipotizzare che le famiglie Genovese/LaRocca potrebbero considerare Wexner un amico."

Il rapporto sosteneva che "Arthur Shapiro se vivo avrebbe potuto rispondere a tante domande". E aggiungeva poi un dettaglio sulla posizione del socio superstite, Stanley Schwartz. Quest'ultimo "potrebbe ora rispondere ad alcune delle stesse domande per la stessa ragione, ma non è di fronte a un grand jury, è immerso nel pattern stesso, e ha ora un potente incentivo a mantenere la discrezione." Sostenendo che il socio fosse spaventato dal parlare.

Quello che successe dopo è forse la parte più incredibile di questa storia. Il capo della polizia di Columbus, James G. Jackson, ordinò la distruzione del rapporto Leupp. Un'indagine municipale successiva lo accusò formalmente di aver tentato di far sparire il documento e Jackson fu sospeso dal servizio. Il capo della polizia ammise di averlo distrutto, ma si giustificò sostenendo che le teorie su legami mafiosi con "cittadini prominenti di Columbus" fossero puramente speculative.

Il rapporto poteva morire lì. Ma non fu così. Un giornalista investigativo locale, Bob Fitrakis, riuscì a ottenerne una copia quando il documento fu accidentalmente rilasciato in risposta a una richiesta di accesso agli atti pubblici e ne pubblicò i contenuti sul settimanale Columbus Alive. Senza quell'errore burocratico, uno dei documenti più rivelatori della storia criminale dell'Ohio sarebbe sparito per sempre.

Da Shapiro a Epstein: la sostituzione

Nella timeline del caso Epstein c'è un dettaglio che raramente viene sottolineato ma che, alla luce dell'omicidio Shapiro, assume un significato diverso. Jeffrey Epstein entrò nell'orbita di Leslie Wexner circa un anno dopo quell'assassinio. A metà degli anni '80, l’ x insegnante di matematica senza laurea si trasformò nel gestore finanziario di fiducia del miliardario dell'Ohio. Fu, insomma, Epstein a ereditare il ruolo che, in qualche modo, era stato di Shapiro, cioè quello dell'uomo che gestiva i soldi, che conosceva i numeri e che quindi aveva accesso ai segreti finanziari di Wexner. 

Il nome di Shapiro è riaffiorato ora, decenni dopo, in un file dell'FBI relativo proprio a Jeffrey Epstein. Secondo una ricostruzione giornalistica che cita David Sturtz, lo State Inspector General dell'Ohio, quest'ultimo stava raccogliendo prove contro Wexner ed Epstein riguardo a ipotesi di corruzione e altre informazioni collegate all'omicidio Shapiro. 

Sturtz percepiva Epstein come il "sostituto" di Shapiro nel ruolo di uomo di fiducia di Wexner, e si riferiva a lui come al "boyfriend" di Wexner, ma il ruolo era più ampio. Epstein aveva rapporti con figure molto influenti, tra cui Bill Clinton, il principe Andrea, ma anche legami con ambienti dell'intelligence. 

Secondo la ricostruzione di Bob Fitrakis e fonti investigative locali da lui citate, Epstein avrebbe avuto un ruolo importante nell'arrivo della compagnia Southern Air Transport a fare scalto al Rickenbacker International Airport, nell'area di Columbus, Ohio. La compagnia aerea, già posseduta dalla CIA e collegata al complesso Air America/Air Asia, nota per il suo coinvolgimento nello scandalo Iran-Contra, per i collegamenti con i rifornimenti ai Contras in Nicaragua, e per il traffico di droga. 

Edmund James, della società di sviluppo James and Donohew Development Services, dichiarò che "gran parte del carico Hong Kong-Rickenbacker era per The Limited." Insomma Epstein era dietro il traffico aereo di una compagnia legata alla CIA che trasportava merci per Wexner nella stessa città dove il suo avvocato era stato ucciso in un omicidio irrisolto descritto come "mob-style" e ritenuto da diversi investigatori compatibile con un'esecuzione della criminalità organizzata.

Sia Epstein che Shapiro erano insomma legate dallo stesso filo, il denaro di Leslie Wexner e i segreti che quel denaro portava con sé. 

Il 10 febbraio 2026, il deputato Ro Khanna ha rivelato pubblicamente che l'FBI aveva classificato Wexner come potenziale co-cospiratore non indagato nel caso Epstein. Il giorno seguente, un tribunale federale dell'Ohio ha respinto la richiesta di Wexner di bloccare un'intimazione a deporre in un caso che lo riguarda. Per la prima volta in quarant'anni, il cerchio sembra stringersi intorno al miliardario di Columbus.

Al prossimo Debrief, 

Sacha e Luigi

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